Sant ambrogio copia

Relatore: don Walter Magnoni

Salmo 101 (100)

Amore e giustizia io voglio cantare,
voglio cantare inni a te, Signore.

Agirò con saggezza nella via dell’innocenza:
quando a me verrai?
Camminerò con cuore innocente
dentro la mia casa.

Non sopporterò davanti ai miei occhi azioni malvagie,
detesto chi compie delitti: non mi starà vicino.

Lontano da me il cuore perverso,
il malvagio non lo voglio conoscere.

Chi calunnia in segreto il suo prossimo
io lo ridurrò al silenzio;
chi ha occhio altero e cuore superbo
non lo potrò sopportare.

I miei occhi sono rivolti ai fedeli del paese
perché restino accanto a me:
chi cammina nella via dell’innocenza,
costui sarà al mio servizio.

Non abiterà dentro la mia casa
chi agisce con inganno,
chi dice menzogne
non starà alla mia presenza.

Ridurrò al silenzio ogni mattino
tutti i malvagi del paese,
per estirpare dalla città del Signore
quanti operano il male.

Luca 19,1-10

1Entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, 2quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, 3cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. 4Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. 5Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». 6Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. 7Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». 8Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». 9Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. 10Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».


Spunti per la riflessione

  • «Si tratta di arrampicarsi sul sicomoro per vedere il Signore se mai passi. Ahimè, io non sono un rampicante ed anche stando in punta di piedi non l’ho mai visto» (E. Montale). Per cosa mi arrampico?
  • «Portami il girasole ch’io lo trapianti… portami il girasole impazzito di luce» (E. Montale). Tutti cerchiamo luce, anche il poeta la cerca. Quale luce vorrei oggi?
  • Cosa significa per un abitante di Cinisello “attraversare la città”?
  • Quale missionarietà ci è richiesta in questo tempo?
  • «Fra la terra e il mare, la costa. Fra il mare e il cielo, le nubi. Fra il cielo e la terra, Zaccheo. Lui era così, un uomo di confine, a metà strada tra la sua gente e i Romani, senza appartenere di fatto a nessuno dei due. A forza di maneggiare il denaro, era diventato una moneta anche lui: si tirava in aria aspettando di vedere la faccia che usciva. Chiaro, uno così ha il senso degli affari e sa riconoscere quello che vale, per questo non voleva farsi sfuggire il Galileo. Ma di mettersi in quella folla non se ne parlava proprio: lui, il piccolo filibustiere, in mezzo a gente che lo avrebbe volentieri appeso a un albero per vedere sgambettare all’aria quegli arti che non erano certo dei trampoli. Sull’albero sì, ma acquattato su un ramo per controllare meglio la situazione. Si pensava abbastanza al sicuro da sguardi indiscreti. […] Ma il cacciatore aveva già scovato la sua preda e uno abituato a cercare lo avrebbe scovato anche in mezzo ai rovi. E hai un bel dire che sei il più ricco della folla che ti spia divertita: adesso che sei in quella posizione ridicola non fai più paura alla carcassa dell’orso che terrorizzava la regione. […] Ma l’uomo che sta lì sotto ha il potere di cambiare le stagioni, fa scendere l’inverno sul fico abbellito solo dalle foglie e porta la primavera in questo ometto furbo» (G. Carrega). Rileggi questa rilettura poetica e ripensa a come Gesù ha davvero il potere di cambiare le stagioni e riportare la primavera nelle nostre vite.
  • Riconosco che la salvezza proviene da Dio? E non nasce dalle mie forze ma è sempre per sua grazia?
  • «Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore» (GS 1).


Padre, mi abbandono a te

Charlesde Foucauld

Padre mio, io mi abbandono a Te,
fa' di me ciò che ti piace.
Qualunque cosa tu faccia di me,
ti ringrazio.
Sono pronto a tutto, accetto tutto,
purché la tua volontà
si compia in me
e in tutte le tue creature.
Non desidero niente altro, Dio mio;
rimetto l'anima mia nelle tue mani
te la dono, Dio mio,
con tutto l'amore del mio cuore,
perché ti amo.
Ed è per me un'esigenza d'amore
il darmi,
il rimettermi nelle tue mani,
senza misura,
con una confidenza infinita,
poiché Tu sei il Padre mio.

 

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